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programmazione e valutazione triennale  

DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA MEDICO CHIRURGICA E TRAPIANTI

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO



A. CONTESTO

Il Dipartimento di Fisiopatologia Medico Chirurgica e Trapianti (DEPT) è stato istituito il 27 aprile 2012 dopo l'approvazione del nuovo Statuto di Ateneo e risulta dalla confluenza di docenti provenienti prevalentemente da diverse strutture di ricerca; in particolare, i docenti dei Dipartimenti di Anestesiologia, Terapia Intensiva, Scienze Neurologiche, Scienze Dermatologiche, Fisiologia Umana, Scienze Chirurgiche e Scienze e Tecnologie Biomediche, LITA Segrate sono confluiti per la maggior parte nella nuova struttura. Sono inoltre presenti docenti afferenti ad altre aree ad esempio Medicina Interna, Pediatria, Genetica Medica, Psicologia.

La pressochè totalità dei Docenti del Dipartimento ha contatti/collaborazioni con altri Centri di Ricerca nazionali ed internazionali. Le collaborazioni scientifiche sono di vasta portata sia per quanto riguarda l’Europa che gli Stati Uniti, che per quanto riguarda alcuni settori di Paesi emergenti. L'obiettivo del Dipartimento è quello di mettere a frutto sia le collaborazioni intra ed interdipartimentali, sia le collaborazioni internazionali per (1) mantenere un profilo di trasmissione della conoscenza, basata sulla capacità dei docenti di essere in sintonia con i migliori sviluppi scientifici e tecnologici delle rispettive aree, (2) sviluppare ulteriormente la produttività ed il ruolo di leadership nell’ambito della ricerca scientifica più avanzata, con una forte impronta fisiopatologica e traslazionale.

Il DEPT è in gran parte localizzato all’interno dell’Ospedale Maggiore Policlinico, Fondazione IRCCS Ca’ Granda, ma gestisce anche strutture Universitarie periferiche site, tra le altre, in via Mangiagalli (ex Istituto di Fisologia) e a Segrate (presso l’edificio LITA Segrate); i docenti ad esso afferenti sono inquadrati nei corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria e Protesi Dentaria e in corsi di lauree sanitarie e scuole di specializzazione.

La localizzazione preminente del DEPT all’interno del Policlinico lo caratterizza anche fortemente in senso clinico. La continua interazione tra pazienti e medici permette di sviluppare al meglio la ricerca traslazionale e clinica.

Le attività del personale universitario che afferisce al DEPT hanno, dunque, una forte valenza clinico/traslazionale che si configura come una forte e grandemente integrata comunità di ricercatori clinici che si interessa in modo sinergico di tutti gli aspetti delle patologie di interesse: dalla diagnosi fenotipica e molecolare alla caratterizzazione cellulare/biochimica, all’ottimizzazione della gestione del paziente, alla attuazione della migliore terapia possibile (e alla possibilità di aderire a nuovi protocolli terapeutici sperimentali come per esempio la terapia genica). Questo approccio olistico è permesso dalla stretta collaborazione tra diversi specialisti di aree cliniche, precliniche e traslazionali medica e permette di inquadrare ogni paziente dl punto di vista genetico, epigenetico e immunologico, sì da permettere la scelta del migliore approccio terapeutico per ciascuno di essi.

Di nota, in considerazione della diversa competenza dei membri del DEPT e della complessità dello stesso, è stato convenuto che le due posizioni apicali (Direttore e Vice Direttore), vengano coperte da colleghi con esperienze diverse e complementari: Attualmente il Direttore appartiene alla area traslazionale (Immunologia ed Immunopatologia) ed il Vice Direttore a quella clinica (Medicina Interna). Ciò ha permesso di raggiungere un perfetto bilanciamento di competenze.



B. MISSIONE:

La missione comune del DEPT nasce da un approccio clinico/traslazionale finalizzato a affrontare in modo sinergico di tutti gli aspetti delle patologie di interesse. Scopo di questo approccio è unire competenze precliniche, traslazionali e cliniche per permettere una sempre più accurata diagnosi fenotipica e molecolare che ,accompagnata da una fine alla caratterizzazione cellulare/biochimica permettano di approfondire i meccanismi patogenetici alla base della diversa manifestazione clinica delle patologie delle quali si occupa prevalentemente il DEPT. Ciò con il fine ultimo di migliorare le conoscenze di base e di attuare la migliore terapia possibile, e, in particolare, di potere offrire i migliori e più innovativi protocolli terapeutici sperimentali come per esempio la terapia genica) e con lo scopo di potere offrire una didattica integrata e quanto più possibile aggiornata.

Le attività di ricerca e studio sono articolate all’interno di una serie di unità specialistiche, la interazione ed integrazione delle quali è costante. Al fine di potere riassumere tali attività, appare utile presentarle suddivise per aree di interesse. Si torna a sottolineare, peraltro , come questa suddivisione sia artificiosa in quanto lo sforzo comune degli afferenti al DEPT è quello di confrontarsi in continuazione in modo produttivo e costruttivo.

Dunque, le grandi macroaree attualmente presenti all’interno del DEPT possono essere così riassunte:

 

- Patologia polmonare. Afferenza ed interazioni. Anatomia Patologica, Fisiologia, Anestesia e Rianimazione, Pediatria, Medicina Interna, Pneumologia, Chirurgia Toracica, Immunologia ed Immunopatologia, Infettivologia, Psichiatria, Psicologia.

- Patologie del sistema nervoso, muscolare e endocrino. Afferenza ed interazioni. Anatomia Patologica, Neurologia, Medicina Interna, Neurochirurgia, Anestesia e Rianimazione Neurochirurgica, Fisiologia, Psichiatria, Psicologia, Immunologia ed Immunopatologia, Infettivologia.

- Patologie epatiche e gastroenteriche. Afferenza ed interazioni. Anatomia Patologica, Gastroenterologia, Medicina Interna, Fisiologia, Chirurgia Generale, Anestesia e Rianimazione, Immunologia ed Immunopatologia, Infettivologia.

- Patologia della coagulazione. Afferenza. Anatomia Patologica, Fisiologia, Medicina Interna, Gastroenterologia ed Epatologia, Immunologia Clinica, Ortopedia, Pediatria, Genetica Medica, Medicina d'Urgenza, Chirurgia Generale, Anestesia e Rianimazione. Interazioni. Il centro emofilia e trombosi Angelo Bianchi Bonomi, all'interno del Dipartimento, è da anni centro di riferimento Internazionale per le malattie emorragiche e trombotiche e questo ha consentito lo sviluppo di una fitta rete di collaborazioni con centri ospedalieri e di ricerca Nazionali e Internazionali che si sono spesso consolidate con la partecipazione a comuni progetti di ricerca che hanno ricevuto fondi da diverse Istituzioni.



C. RIESAME ED AUTOVALUTAZIONE

Fonti del riesame:

  • SUA RD e altri documenti di programmazione internI

  • Analisi VQR 2011-2014

  • Dati provenienti da AIR (personale/pubblicazioni)

  • Dati forniti dalla Direzione Servizi per la ricerca (bandi competitivi, conto terzi)

Dall’analisi dei documenti SUA-RD e di altri documenti di programmazione interna risulta che il Dipartimento ha raggiunto risultati significativi nel raggiungimento degli obbiettivi proposti; tali risultati possono essere così riassunti:



1) E’ stata significativamente aumentare la sinergia e la collaborazione tra i diversi settori scientifici disciplinari per il coinvolgimento dei docenti scientificamente meno attivi;

2) E’ stato reso operativo un sistema di raccolta fondi e di programmazione di acquisizione di personale;

3) E’ stata incrementare la qualità della produzione scientifica del DEPT e della sua visibilità internazionale.

4) Sono stati reclutati, tramite scouting su altre istituzioni e chiamata diretta, docenti con elevata visibilità nazionale ed internazionale e atramente produttivo al fine di espandere gli orizzonti della ricerca e della didattica svolte dal DEPT. Le nuove aree di sviluppo del DEPT coinvolgono soprattutto la infettivologia, il public health e la immunopatologia.



L’analisi dei risultati della VQR disponibile (2011-2014) ha evidenziato un rapporto positivo nella sintesi della valutazione della produzione scientifica del dipartimento nella area 6, che rappresenta un punto di forza nella ricerca del Dipartimento. L’indicatore R è ben superiore a uno, mostrando che la valutazione media è superiore alla media nazionale di area. Analoghe considerazioni si possono fare per l’indicatore X. Poco sotto l’1 l’area 11.b e risultati sufficienti per l’area 5.

Il Dipartimento ha inoltre internamente analizzato i risultati di ricerca conseguiti e la capacità di attrarre finanziamenti nel quadriennio 2014-2017, con alcune valutazioni riferite al primo semestre 2018.

L’analisi della produzione scientifica (Allegato 1, dati provenienti da AIR/IRIS (personale/pubblicazioni) documenta una solida e costante attività pari a circa 700 lavori/anno. I settori scientifico-disciplinari che dimostrano un maggiore dinamismo scientifico sono nell’ordine: MED/26 Neurologia, MED/09 Medicina Interna, MED/41 Anestesiologia, MED/27 Psichiatria e MED/10 Malattie dell’Apparato Respiratorio.

Come detto poco sopra, una delle maggiori attività svolte in questo ultimo anno e finalizzate a incrementare la produttività scientifica e la attrattività rispetto a fondi di ricerca è stato lo scouting su altre istituzioni e l’utilizzo di chiamata diretta per reclutare docenti con elevata visibilità nazionale ed internazionale e altamente produttivi (infettivologia, public health, immunopatologia).

Punto di debolezza ancora insoluto, resta la non produttività di alcuni docenti concentrati in poche aree specialistiche. Il Dipartimento, dunque, se da un lato ha dedicato grande attenzione alle condizioni che mantengono l’operatività di docenti e strutture che maggiormente contribuiscono alla produttività, dall’altro si è impegnato a favorire lo sviluppo di produzione scientifica in questa ristretta fascia di docenti. Tra i provvedimenti applicati, vi è stata la rotazione nei finanziamenti alla ricerca con fondi dipartimentali escludendo coloro che erano stati finanziati recentemente con la finalità di allocare risorse a tali docenti. La Direzione dipartimentale, in concerto con le Commissioni Programmazione e Scientifica ha anche deciso di usare una parte dei punti organico per reclutare giovani ricercatori ad alta visibilità al fine di rivitalizzare le aree specialistiche con scarsa produttività scientifica.



La capacità di attrarre finanziamenti (dati forniti dalla Direzione Servizi per la ricerca (finanziamenti da bandi competitivi, conto terzi) è riassunta nell’Allegato 2. Le due fonti di finanziamento derivano dall’area dei progetti europei/internali e dall’accesso a finanziamenti su badi di Fondazione private, anche di notevole dimensioni e dai percorsi di selezione peer-reviewed ben strutturati. L’importo totale (2.7 M in 4 quattro anni) non è trascurabile, tuttavia il fatto che abbiano accesso a fondi circa 1/5 dei docenti del Dipartimento rappresenta uno dei maggiori ostacoli alla espansione generale della produttività scientifica. Concorre negativamente a questo dato il ristrettissimo numero di fondi derivanti dall’istituzione naturalmente preposta a questo scopo, il MIUR. L’estesa partecipazione al recente bando PRIN da parte di un numero elevato di docenti del DEPT costituisce il principale fattore di correzione che è già stato messo in atto rispetto alla criticità che è stata rilevata. In questo il Dipartimento, in sinergia con le strutture di supporto alla ricerca dell’Università ha svolto un ruolo essenziale. Si segnala, peraltro, come un pool di docenti del DEPT abbia molto recentemente partecipato con successo ad un bando ministeriale PON del valore di quadi 5MEU

Sembra opportuno, infine, ricordare che produttività scientifica e la capacità di attrarre finanziamenti sono costantemente monitorate tramite l’utilizzo di report statistici presentati nei consigli di Dipartimento. Le analisi effettuate sono discusse collegialmente e sinteticamente riportati nei verbali di dipartimento.

Con riferimento al sistema di Assicurazione della Qualità (AQ) in conformità alle linee guida di Ateneo è stato implementato un sistema organizzativo interno per la AQ della Ricerca, della Terza Missione e della Didattica (designando referenti AQ, Commissione paritetica, Organismi per la AQ della Didattica associati al Collegio Didattico). Le decisioni e i risultati ottenuti sono stati presentati nei consigli di Dipartimento e sinteticamente riportati nei verbali di dipartimento.



I principali punti di forza dell’attività di ricerca sono i seguenti: 1) La disponibilità di casistiche cliniche accuratamente caratterizzate che sono oggetto di ricerca clinica e dei meccanismi di base da parte di diversi gruppi di ricerca operanti all’interno della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e dell’Istituto Auxologico Italiano, 2) la disponibilità di modelli preclinici in vitro ed in vivo per lo studio dei meccanismi eziopatogenetici delle malattie; 3) la disponibilità di validati modelli di studio fisiopatologico, 4) la connessione e in alcuni punti di eccellenza il ruolo di leadership a livello internazionali.

I punti di debolezza sono riferibili ad un progressivo invecchiamento della popolazione dei docenti, alla necessità di mantenere piattaforme tecnologiche in rapida evoluzione soprattutto nel settore delle analisi biomolecolari, alla persistente difficoltà strutturale di spazi idonei ad accogliere e svolgere in modo completamente adeguato l’attività di tutoraggio per studenti in percorsi di laurea e post-doc. Una accurata ricognizione della programmazione del reclutamento e di modelli di integrazione tra didattica, ricerca e clinica rappresentano le opportunità per raggiungere gli obiettivi strategici.



Criteri adottati per la attribuzione di nuove posizioni Universitarie, dei fondi di ricerca di Ateneo e degli assegni di ricerca



I criteri adottati per la attribuzione di nuove posizione Universitarie si basano su diversi fattori, il piu’ importante ed imprescindibile dei quali è la qualità della produzione scientifica. All’interno di questo fondamentale caveat, i criteri generali utilizzati per decidere come utilizzare i punti organico attribuiti al DEPT sono i seguenti:

  • Produttività scientifica del SDD del candidato e sua capacità di attrarre fondi competitivi

  • Numerosità del SSD

  • Carico didattico del SSD del candidato

  • Valenza della posizione in funzione di nuove attività di ricerca dipartimentale

  • Correlazione tra valorizzazione merito tramite upgrade e esigenze scientifiche e didattiche

La approfondita analisi di tali criteri, insieme alla valutazione dei collocamenti a riposo all’interno dei diversi SSD ha portato alla elaborazione di una programmazione pluriennale che da tali premesse scaturisce. In dettaglio, la procedura adottata all’interno del DEPT prevede che, in occasione di ogni scadenza, il Direttore convochi la Commissione Programmazione (costituita da 5 docenti che rispecchiano le diverse anime del DEPT e che includono colleghi inquadrati all’interno dei tre ruoli Universitari) e presenti loro le proposte programmali; la decisione viene poi discussa dalla Giunta Dipartimentale (18 membri più Direttore e Vice Direttore scelti con la stessa logica) e, se approvata, portata alla attenzione del Consiglio.

La struttura Dipartimentale comprende anche una Commissione Scientifica (5 membri scelti come sopra indicato) alla quale sono state delegate le decisioni relative alla attribuzione dei fondi di ricerca stanziati dall’Ateneo. Le decisioni di tale commissione, poi portate alla approvazione del Consiglio, vengono prese sulla base di una serie di parametri qualitativi e di razionalizzazione delle risorse come segue:

  • Rapporto tra H-Index del proponente e quello soglia ANVUR per il ruolo superiore (ad esempio, per gli Ordinari, la soglia dei Commissari del SSD specifico) superiore a 1 

  • Proponenti non già finanziati nella tornata relativa all’anno precedente

  • SSD non sovra rappresentati da richieste multiple

  • Per richiesta relative alla organizzazione di convegni: congruitá tra entitá della richiesta e numero partecipanti

La stessa procedura, basata su criteri di qualità e di razionalizzazione delle risorse e iniziata da una approfondita analisi della situazione in essere, è adottata dalla Commissione Scientifica per decidere della attribuzione di assegni di ricerca (tipo A). Anche in questo caso le decisioni di tale commissione sono poi portate alla approvazione del Consiglio.

Infine, di nota, il DEPT si struttura anche intorno ad una Commissione Didattica (5 membri selezionati con i criteri di rappresentatività più sopra indicati) alla quale sono delegate le decisioni relative a questo fondamentale aspetto della vita Universitaria. La Commissione Didattica include un PO al quale sono attribuite le deleghe dei CdL per le Professioni Sanitarie ed un PO con delega per Dottorati e Scuole di Specializzazione).



Per quanto concerne la didattica, la analisi del contributo alla didattica dei docenti del DEPT si basa sui dati relativi all’anno accademico 2017-2018 per i corsi di laurea e al 2016-2017 per le Scuole di Specializzazione.

La Tabella 1 offre un quadro riassuntivo dell’impegno didattico nei corsi di laurea triennali, magistrali, magistrali a ciclo unico. I Corsi di Laurea in cui il personale del Dipartimento è impegnato comprendono, oltre ai corsi a ciclo unico di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria, due corsi di ambito biotecnologico, pressoché tutti i corsi triennali e magistrali delle professioni sanitarie attivati presso l’Ateneo. Ciò evidenzia il coinvolgimento attivo e sistematico dei docenti del DEPT nella formazione trasversale di tutte le figure professionali che, con le loro specifiche competenze nel campo della prevenzione, dell’assistenza e della cura contribuiscono al funzionamento delle strutture sanitarie.

Come illustra la Tabella, data la sede del Dipartimento presso le strutture dell’IRCCS Fondazione Policlinico, l’impegno didattico dei docenti è prevalentemente concentrato nel Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia Polo centrale, che prevede lo svolgimento della gran parte dei corsi di insegnamento presso tali strutture, soprattutto nel secondo triennio. Tuttavia si mantiene una sinergia con gli altri corsi di laurea di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo, cui i docenti del Dipartimento partecipano, seppure in misura limitata, nella maggior parte dei casi in funzione di specifiche competenze specialistiche. Rilevante è la partecipazione al corso di Medicina e Chirurgia dell’International Medical School. L’impegno in attività assistenziali di un’elevata percentuale dei docenti facilita e promuove il contatto diretto degli studenti con il contesto ospedaliero, nell’ambito delle attività didattiche professionalizzanti, delle esercitazioni e dei tirocini, permettendo loro di acquisire conoscenze e competenze tecniche fin dal primo anno di studio universitario.

Tabella 1. Distribuzione CFU per corsi di laurea



CORSO DI LAUREA

CFU

BIOTECNOLOGIE

 

Biotecnologie Mediche (triennale)

8

Medical Biotechnology and Molecular Medicine (magistrale)

24

CLASSE 1 triennali

 

Infermieristica

95

Infermieristica Pediatrica

18

Ostetricia

6

CLASSE 2 triennali

 

Educazione Professionale

24

Logopedia

1

Podologia

2

Ortottica e Assistenza Oftalmologica

13

Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica

3

Terapia della Neuro e Psicomotricita' dell'Eta' Evolutiva

8

Terapia Occupazionale

3

CLASSE 3 triennali

 

Tecniche di Laboratorio Biomedico

4

Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia

3

Tecniche di Neurofisiopatologia

18

Tecniche Audiometriche

12

Tecniche Audioprotesiche

8

Tecniche Ortopediche

2

Tecniche di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare

5

Dietistica

8

Igiene Dentale

8

CLASSE 4 triennali

 

Assistenza Sanitaria

13

Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei Luoghi di Lavoro

4

MAGISTRALI CICLO UNICO

 

Medicina e Chirurgia - International Medical School

78

Medicina e Chirurgia - Polo Centrale

482

Medicina e Chirurgia - Polo San Paolo

9

Medicina e Chirurgia - Polo Vialba

15

Odontoiatria e Protesi Dentaria

34

MAGISTRALI sanitarie

 

Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione

2

Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Assistenziali

2

Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Diagnostiche

1

Scienze Infermieristiche e Ostetriche

1

Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie

5

MAGISTRALI

 

Scienze Cognitive e Processi Decisionali

18



Anche la maggior parte delle Scuole di Specializzazione di area medica attive presso l’Ateneo vede coinvolta la massima parte dei Docenti del Dipartimento (Tabella 2), con un impegno didattico piuttosto rilevante (2366 ore).



Tabella 2 – Scuole di specializzazione con docenti DEPT



Allergologia e Immunologia Clinica

Anatomia Patologica

Anestesia Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore

Audiologia e Foniatria

Biochimica Clinica

Cardiochirurgia

Chirurgia Generale

Chirurgia Plastica, Ricostruttiva Ed Estetica

Chirurgia Toracica

Chirurgia Vascolare

Dermatologia e Venereologia

Endocrinologia e Malattie del Metabolismo

Farmacologia e Tossicologia Clinica

Genetica Medica

Geriatria

Ginecologia e Ostetricia

Igiene e Medicina Preventiva

Malattie dell'apparato Cardiovascolare

Malattie dell'apparato Digerente

Malattie dell'apparato Respiratorio

Malattie Infettive e Tropicali

Medicina del Lavoro

Medicina dello Sport e dell'Esercizio Fisico

Medicina d'emergenza-Urgenza

Medicina Interna

Medicina Nucleare

Medicina Nucleare

Neurochirurgia

Neurologia

Neuropsichiatria Infantile

Oftalmologia

Oncologia Medica

Ortopedia E Traumatologia

Otorinolaringoiatria

Patologia Clinica e Biochimica Clinica

Pediatria

Psichiatria

Radiodiagnostica

Reumatologia

Statistica Sanitaria e Biometria riservata ai non medici

Urologia



Il Dipartimento è inoltre referente principale per 2 corsi di laurea triennali e un corso di laurea magistrale. Si tratta rispettivamente dei corsi di laurea in Educazione Professionale e Infermieristica Pediatrica, e del corso di laurea magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie. Per la gestione e l’assicurazione della Qualità, ciascuno dei tre corsi di studio dispone di un Gruppo di Riesame, un Gruppo di Gestione della AQ e una Commissione Paritetica Docenti-Studenti.

Educazione Professionale

Il corso si articola in due sedi didattiche, la Fondazione Don Gnocchi a Milano e l’Istituto Medea – La Nostra Famiglia a Bosisio Parini (LC).

I dati riferiti agli indicatori ANVUR in relazione all’ultimo triennio mostrano per entrambe le sedi valori decisamente positivi e in alcuni casi superiori alla media di Ateneo. per quanto riguarda le progressioni di carriera, la percentuale di laureati in corso e l’assenza di abbandoni. Le percentuali di studenti in corso e di studenti che si laureano entro la durata normale del corso sono superiori alle medie dell’area geografica e degli Atenei non telematici. Il numero di avvii si è attestato leggermente al di sotto del numero di posti disponibili per la sezione Don Gnocchi, mentre i posti disponibili presso la sezione Medea sono saturati in ingresso. La percentuale di studenti provenienti da altre regioni è inferiore alla media di Ateneo; trattandosi di un corso di laurea professionalizzante, tale dato può essere ascrivibile a scelte di orientamento connesse con il bacino territoriale di provenienza degli studenti e con la successiva possibilità di collocamento lavorativo in loco. Inoltre il CdS è presente in vari altri Atenei della Regione e, più in generale, del Nord Italia.

Negli anni il rapporto studenti regolari /docenti di ruolo mostra una progressiva riduzione, da attribuirsi ad un rilevante incremento del denominatore. I valori sono però superiori a quelli medi dell’Ateneo, dell’Area Geografica considerata e degli altri Atenei; la ragione di questa differenza è da ricondursi al fatto che il piano di studi include aree disciplinari quali la pedagogia speciale e sperimentale, la psicologia dinamica e dello sviluppo, nonché insegnamenti relativi alle metodologie di educazione professionale per i cui SSD l’Ateneo non dispone di docenti.

Gli indicatori di internazionalizzazione segnalano un aspetto di criticità nel CdS, che ha una sola collaborazione attiva con un Ateneo spagnolo, presso il quale ogni anno in media uno studente della sezione Don Gnocchi svolge l’esperienza Erasmus. L’esperienza consente l’acquisizione di un numero di CFU adeguato al piano di studi, ma irrilevante se posto al numeratore. La ragione dipende principalmente dal fatto che la caratterizzazione dell’educatore professionale come figura delle professioni sanitarie in Italia non trova equivalenti nel panorama europeo. Figure professionali comparabili sono presenti all’estero ma con denominazioni, impieghi e percorsi formativi poco sovrapponibili. Per incrementare le possibilità di collaborazioni è in atto un’ulteriore ricognizione verso l’area dell’est e sud Europa, per concordare riconoscimenti di CFU in percorsi universitari che presentano maggior coerenza con il profilo formativo del CdS.

La percentuale di abbandoni dopo N+1 anni, è in linea con quella indicata per l’Ateneo; la valutazione della didattica da parte degli studenti è ampiamente positiva, in linea coi dati degli altri corsi dell’area medica dell’Ateneo. Oltre l’80% degli studenti si ritiene complessivamente soddisfatto dell’insegnamento; trova coerenza tra l’insegnamento e gli obiettivi del corso; considera il carico di studio proporzionato ai CFU assegnati; ritiene i contenuti del programma coerenti con le ore di lezione e considera il materiale didattico adeguato e proporzionato.

Le valutazioni sui singoli docenti sono positive per oltre l’85% degli studenti. La principale criticità è costituita dalla limitata connessione tra gli insegnamenti di carattere medico-sanitario e la sfera professionale propria dell’educatore. Questo aspetto è stato già in passato oggetto di lavoro da parte della Commissione Paritetica; il problema tuttavia non è ancora risolto.

Da qualche anno il corso di laurea propone agli studenti anche specifici questionari di valutazione della parte metodologica e del tirocinio. I dati raccolti ed elaborati sono restituiti ai docenti, presentati in modo aggregato agli studenti e pubblicati sul sito ARIEL. Criticità emergono per alcuni moduli relativi a specifiche aree di intervento, per le quali sarebbero utili maggiori approfondimenti, anche in vista della prova pratica prevista nell’esame finale.

Il sito ARIEL del corso, aggiornato regolarmente, oltre ad informazioni sulla didattica contiene un archivio con le tesi discusse dal 2012. Si individuano comunque aree di miglioramento per quanto riguarda sia il numero di studenti e di accessi al sito, sia il collegamento con i siti didattici degli insegnamenti. A questo proposito si segnala la necessità di un’ulteriore sensibilizzazione di tutti i docenti per incrementare l’utilizzo della piattaforma.

Per molti corsi integrati, ed in particolare quelli dell’area metodologica e professionalizzante, è riconosciuta l’importanza di sviluppare modalità di didattica più efficaci quali lavori di gruppo, role-playing e discussioni di casi. Per alcuni moduli dell’area metodologica si ritiene che l’impiego di questi strumenti deve essere ulteriormente ampliato.

Le strutture e le attrezzature sono generalmente adeguate.

Negli anni si sono gradualmente affinate la modalità di valutazione del tirocinio e la struttura della prova d’esame finale. Quest’ultima oltre alla discussione della tesi include una prova pratica, organizzata con modalità e strumenti di accertamento trasparenti e ormai consolidati. Un modulo didattico è specificamente dedicato alla preparazione ad essa.

Il CdS mantiene costanti relazioni con l’Associazione Nazionale Educatori Professionali (ANEP) ed il mondo del lavoro. Con l’Associazione di categoria si organizzano periodici incontri di confronto sull’efficacia della formazione e della collaborazione, sotto forma sia di interventi in aula con gli studenti che di condivisione delle modalità di accertamento delle abilità e conoscenza utilizzate nell’esame finale. Attraverso i tirocini il CdS ha convenzioni con circa 200 Enti del territorio lombardo, il cui punto di osservazione restituisce l’andamento degli sbocchi occupazionali e l’efficacia della formazione erogata. Sul piano della promozione del CdS si conferma l’importanza della partecipazione agli open-day di Facoltà ed Ateneo ed il lavoro di contatto e presentazione da parte delle sezioni di corso con le scuole superiori dei relativi territori.

Relativamente agli sbocchi occupazionali, a un anno dalla laurea l’83% degli studenti lavora.

Infermieristica Pediatrica

Il Corso di studio è attivo dall’a.a. 2007/2008. Il numero programmato di studenti in entrata è variato nel tempo, aumentato da 20 a 25 dall’a.a.2010/2011 al 2016/2017, e ridotto a 15 dal 2017/18. Gli iscritti al primo anno provengono prevalentemente dalla Lombardia e si laureano nei tempi previsti dal CdS. Dall’analisi dei dati relativi agli indicatori per la valutazione della didattica riguardante l’acquisizione dei CFU di passaggio dal primo al secondo anno, e agli indicatori di approfondimento per la sperimentazione - percorso di studio e regolarità delle carriere , emerge un trend positivo rispetto alla percentuale dell’ateneo, degli atenei dell’area geografica nord-ovest e degli atenei non telematici. Il 100% dei docenti di ruolo appartengono a settori scientifico-disciplinari di base e caratterizzanti per corso di studio, dato in linea con la percentuale di ateneo, area geografica nord-ovest e atenei non telematici. La percentuale di abbandoni del CdS si è mantenuta contenuta nel tempo. Dall’analisi dei dati complessivi, il CdS conferma i livelli di attrattività per l’accesso e prosegue nelle azioni intraprese negli anni precedenti:

I report di valutazione dell’attività didattica relativi all’anno accademico 2016/2017 evidenziano soddisfazione degli studenti rispetto alla docenza e alle metodologie di insegnamento del Corso di studio. Il numero limitato di iscritti al CdS consente di avere un assiduo contatto con i Tutor e con il Direttore didattico per la segnalazione e/o per la risoluzione di eventuali problemi sia nell’ambito della didattica frontale che delle attività professionalizzanti. I dati sono condivisi con i docenti dei singoli Corsi integrati.

Nel 2014/2015 il calendario didattico è stato sostanzialmente riorganizzato e gli studenti sono moderatamente soddisfatti del carico di studio complessivo; tuttavia persiste una criticità relativa al carico di lavoro dell’intero corso di laurea, che forse richiederebbe una revisione totale in termini di anni di svolgimento. Ulteriori miglioramenti dovrebbero includere una maggiore integrazione dei contenuti dei corsi integrati, l’implementazione di esercitazioni nel primo e secondo anno, per acquisire abilità tecnico-pratiche e relazionali in un contesto sicuro ed emotivamente neutro. Gli esiti della valutazione dell’esperienza di tirocinio attraverso apposito strumento d’indagine confermano una soddisfacente esperienza di tirocinio e un trend positivo per quanto riguarda la relazione tutoriale degli studenti del triennio. E’ da evidenziare tuttavia l’esigenza di monitoraggio sistematico dei dati della valutazione della didattica al fine di risolvere eventuali punti critici con proposte migliorative. Inoltre si sottolinea la necessità di continuare gli incontri con i coordinatori e gli assistenti di tirocinio al fine di identificare e risolvere eventuali criticità.

Il dato che concerne l’indicatore relativo all’internazionalizzazione rappresenta una criticità. Il CdS non ha finora attivato progetti ERASMUS per dare l’opportunità agli studenti di effettuare attività formativa in un paese europeo.

Nell’ambito del programma Baby Friendly Initiative Standards in Universities, nell’aprile 2017 il CdS ha ricevuto la nomina da parte del Comitato italiano per l’UNICEF a “Corso di Laurea Amico dell’Allattamento” Questo riconoscimento può rappresentare un criterio di attrazione per i potenziali studenti che riceveranno così un’adeguata formazione per sostenere le madri nella scelta informata sull’alimentazione infantile e nel sostegno delle relazioni parentali.

Il CdS ha attivato per l’A.A.17/18 un progetto con le scuole superiori sulla base delle indicazioni della normativa relativa ai progetti di alternanza scuola-lavoro promossi dal MIUR per orientare gli studenti delle scuole superiori nella scelta universitaria

Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie

Il Corso di Laurea magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie ha accesso a numero programmato (25 studenti/anno). Le attività didattiche comprendono sia lezioni frontali che esercitazioni e attività di tirocinio. Queste ultime consistono in un progetto proposto annualmente dallo studente in una delle tre aree specifiche del percorso magistrale: ricerca, formazione e management; il progetto è svolto in una sede convenzionata che per gli studenti lavoratori può essere anche all’interno dell’Azienda di appartenenza.

I dati relativi agli indicatori ANVUR dell’ultimo triennio disponibile indicano che il CLM ha un potenziale formativo superiore ai corsi della stessa area geografica e leggermente inferiore rispetto a quelli nazionali. Relativamente agli avvii di carriera al I anno, il numero di gli iscritti per la prima volta è in linea con i valori dei corsi della medesima area geografica e di quelli presenti sul territorio nazionale; invece i valori medi degli iscritti regolari nel biennio 2014-2015 risultano in percentuale inferiore da 5 a 9 punti. Questo dato potrebbe essere riferibile al modello organizzativo dell’attività didattica, distribuita su due semestri a tempo pieno, con frequenza obbligatoria. Data questa criticità, per rispondere alle esigenze degli studenti-lavoratori dall’a.a. 2016/17 è possibile accedere ad un percorso part-time articolato in 3 anni (40 CFU/anno) o in 4 anni (30 CFU/anno). Sarà interessante osservare tali indicatori dopo l’avviamento del regime part-time.

La percentuale degli iscritti con laurea conseguita in altri Atenei è nettamente superiore a quella degli iscritti da Unimi. Questa elevata attrattività può essere riferibile alla soddisfazione espressa dagli studenti rispetto al percorso intrapreso: dati propri del CLM, registrati con un questionario somministrato ai laureandi, evidenziano come l’84,54% sia soddisfatta del corso di studi intrapreso, motivata nel 79,09% dei casi per un aumento delle competenze e delle conoscenze.

Il rapporto studenti regolari/docenti mostra un andamento in diminuzione dal 2013 verso il biennio 2014/15 dove risulta superiore alla media geografica ma inferiore a quella nazionale.

Gli indicatori riferiti alla valutazione delle progressioni di carriera evidenziano come le percentuali degli studenti iscritti entro la durata normale del CLM e laureati in corso siano mediamente inferiori sia rispetto ai corsi della stessa area geografica che a quelli nazionali. Il 100% degli immatricolati prosegue comunque al 2° anno; tale percentuale è superiore sia alla media dell’area geografica che a quella nazionale. Inoltre, la percentuale di coloro che si laureano entro 1 anno oltre la durata normale del corso si mantiene al di sopra della media nazionale. Non si evidenziano trasferimenti al 2° anno verso altri Atenei, dato in linea sia con l’area geografica che nazionale. Si evidenziano invece percentuali di abbandono degli studenti fuori corso più elevate rispetto alla media dell’area geografica ma inferiori rispetto alla media nazionale, con un trend in miglioramento.

L’analisi dei dati relativi alla soddisfazione per la didattica evidenzia che per circa il 90% degli studenti i docenti rispettano compiutamente gli orari di lezioni ed esercitazioni, stimolano l’interesse verso la disciplina, espongono gli argomenti in modo chiaro ed esauriente (89%), sono reperibili per chiarimenti e spiegazioni, sono molto corretti e disponibili nel rapporto con gli studenti. Tali medie sono sovrapponibili a quelle degli altri CdS della Facoltà, mentre nel precedente A.A. erano leggermente inferiori. Si rileva quindi un trend di miglioramento.

Il corso dispone di un sito proprio sulla piattaforma ARIEL di Ateneo quale contenitore di informazioni e bacheca virtuale, al quale sono collegati i siti di alcuni docenti. Proposta correttiva per il prossimo anno potrebbe essere quella di invitare tutti i docenti ad attivare un sito proprio quale contenitore di materiale didattico e bibliografico.

Per migliorare la qualità dell’offerta formativa gli studenti suggeriscono di fornire in anticipo il materiale didattico, inserire in calendario prove d’esame in itinere dal solo valore formativo e alleggerire il carico didattico complessivo. A questo scopo, per l’a.a. 2018-2019 si è deciso di organizzare le attività didattiche in 2-3 giorni alla settimana, così da ottimizzare l’impegno dovuto dalla frequenza obbligatoria.

Dall’a.a. 2009-10 il CdS svolge ricerche interne sulla qualità percepita rispetto alla didattica. I dati, raccolti con la scheda Outcome Behaviour (OB), compilata al momento della Laurea, evidenziano per oltre il 70% degli studenti una soddisfazione generale rispetto agli insegnamenti e all’acquisizione di competenze e conoscenze. Per quanto riguarda il tirocinio, dati rilevati con un altro questionario costruito ad hoc, evidenziano che più del 90% degli studenti ritiene l’organizzazione del progetto funzionale nei due anni di corso.

Considerati gli obiettivi formativi del CdS, i metodi di verifica risultano adeguati. La totalità degli esami viene svolta in maniera scritta (a risposta multipla e/o domande aperte), fatta eccezione per l’esame orale di tirocinio, che ha come oggetto la relazione finale del progetto. Le modalità di verifica sono comunicate all’inizio dell’anno accademico o all’inizio di ciascun insegnamento e certificate anche nel programma d’esame fornito dal Docente.

Gli indici di internazionalizzazione rappresentano, da sempre, una criticità del CLM di difficile soluzione; i valori sono in linea con quelli dell‘area geografica e di quella nazionale. Questo dato potrebbe essere riferibile al fatto che per molti profili appartenenti alla Classe della Riabilitazione all’estero il percorso è quadriennale; alcuni profili inoltre non sono presenti in molti dei Paesi stranieri, sia europei che extra europei e, laddove presenti, i curricula formativi non sono sovrapponibili. Tutti questi aspetti limitano molto la possibilità di instaurare rapporti con Atenei esteri per attivare programmi di mobilità studentesca. Pertanto il CLM si sta adoperando per attivare programmi di sola mobilità per il progetto di tirocinio nell’ambito della ricerca.

Anche nel 2017 si è tenuto l’annuale incontro con i rappresentanti delle Associazioni di categoria della Classe della Riabilitazione, utile momento di confronto tra Università e mondo del lavoro e anche un’opportunità di verifica in termini di efficacia e efficienza organizzativa dei percorsi di studio e di spendibilità dei titoli.

Nel complesso, l’impegno didattico dei docenti è rilevante sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, soprattutto alla luce della natura multidisciplinare che caratterizza il Dipartimento, e che facilita lo sviluppo di sinergie e collaborazioni tra i docenti - a livello di formazione sia teorica che professionalizzante - in tutti i Corsi di Laurea e le Scuole di Specializzazione in cui essi sono coinvolti.



4. STRATEGIE



La analisi approfondita delle competenze presenti all’interno del DEPT ha permesso di evidenziare alcune criticità alle quali si è iniziato a porre rimedio; il completo supermento di tali criticità è obiettivo strategico prioritario per il prossimo triennio. In particolare, l’osservazione che in un DEPT che comprende patologie caratterizzate da complesse patologie infettivologiche, quali, ad esempio fibrosi cistica e patologie epatiche, che è caratterizzato da una eccellenza a livello di trapiantologia, e che si occupa di patologie rare e complesse dermatologiche su base autoimmune mancasse una forte componente di ricerca immunologica e infettivologica, la cui importanza nella gestione dei pazienti sottoposti a trapianto è di grandissima rilevanza, ha stimolato il reclutamento di Immunologi e Immunopatologi e Infettivologi. Questa strategia, implementata nel corso dell’ultimo anno, ha permesso di iniziare la creazione di una nuova struttura di ricerca, per ora virtuale, che comprenda competenze immunologiche, infettivologiche e virologiche che lavori a stretto contatto con la trapiantologia e tutte le altre componenti presenti nel DEPT e che ottimizzi sia la gestione clinica del paziente, che la produzione scientifica. Da sottolineare, a questo proposito, come tale strategia sia stata recentissimamente (settembre 2018) ulteriormente implementata grazie al reclutamento, per chiamata diretta, di ricercatori top quality in campo Epidemiologico e Public Health.

Grande attenzione, poi, verrà ovviamente riservata al rafforzamento delle eccellenze che storicamente sono presenti nel DEPT (p.es. neurologia-psichiatria-psicologia, ematologia, anestesiologia e rianimazione, epatologia, trapiantologia, fisiopatologia, genetica medica-anatomia patologica, etc) e che lo hanno caratterizzato in questi anni, permettendo a molti dei suoi docenti di raggiungere picchi di assoluto valore a livello nazionale ed internazionale.



In dettaglio, a partire dalle linee strategiche generali indicate nel piano strategico di Ateneo e dagli obiettivi strategici contenuti nei piani di area, tenendo conto del riesame e dell’autovalutazione (punto 3), di quanto sopra presentato, della precedente scheda SUA RD e degli altri documenti di programmazione elaborati dal Dipartimento, gli obiettivi strategici che il DEPT intende perseguire, in coerenza con le sue missioni e prospettive di sviluppo sono i seguenti:



1.Obiettivo di Ateneo: AQ - Implementare il sistema AQ di Dipartimento individuando con chiarezza i ruoli, i flussi informativi e i livelli di responsabilità

1.Obiettivo di Dipartimento: Implementare il sistema AQ dei processi di monitoraggio e valutazione della ricerca, didattica e terza missione.

Obiettivo è di implementare un sistema di analisi dell'attività di ricerca, didattica e terza missione mediante un monitoraggio quadrimestrale in accordo con il personale UNIMI preposto a AIR/IRIS (personale/pubblicazioni) e alla Direzione Servizi per la ricerca (finanziamenti da bandi competitivi, conto terzi.

Azione 1 a

Predisposizione di un sistema di AQ per didattica, ricerca e terza missione.

Azione 1 b

I referenti AQ per didattica, ricerca e terza missione identificati dal DEPT lavorano assieme alle commissioni didattica, ricerca e programmazione per realizzare il monitoraggio previsto..

Indicatore/Target

Identificazione da parte del referente della qualità in accordo con il consiglio di Dipartimento di indicatori di performance per attività di ricerca, didattica e terza missione. Numero di reports prodotti. Incremento indicatori performance (pubblicazioni/anno, IF pubblicazioni/anno, finanziamenti da bandi competitivi, entità e natura dei finanziamenti).









2. Obiettivo di Ateneo: RIC1- Dare visibilità sociale e accesso aperto ai risultati della ricerca verso la comunità scientifica e verso la società in coerenza con le linee guida LERU e con la missione dell'università pubblica

2: Obiettivo di Dipartimento: Incrementare la visibilità accademica e sociale e la capacità di attrazione internazionale

Obiettivo primario del DEPT è incrementare la visibilità accademica (in particolare internazionale) e sociale della ricerca. Sarà sollecitata la archiviazione dei post print e dei pre print nell'archivio istituzionale (AIR), effettuando azioni di monitoraggio periodiche atraverso il referente AQ. Il Dipartimento si doterà di un'organica politica di comunicazione dei risultati della ricerca all'esterno, anche attraverso l’implementazione sito internet del Dipartimento, in italiano ed in inglese.

Particolare attenzione sarà dedicata all’incremento di attrattività nei confronti di ricercatori stranieri in particolare giovani che intendano intraprendere la propria formazione in UNIMI attraverso la partecipazione a corsi di studio, Scuole di Dottorato o Assegni di Ricerca o mediante altre organizzazioni internazionali in particolare Europee quali programmi Erasmus, Marie Skłodowska-Curie Fellowships, RISE. Ai fini della visibilità internazionale il DEPT implementerà anche la mobilità dei docenti e ricercatori del dipartimento presso università e centri di ricerca internazionali, attraverso specifici programmi. Prevediamo che tale programma contribuirà ad Incrementare il numero di pubblicazioni con co-autoraggio internazionale.

Azione 2 a

Censimento attività pubblicistica su articoli internazionali presenti in AIR e ad accesso aperto e presentazione di un report quadrimestrale al Consiglio di Dipartimento

Azione 2 b

Pubblicare bandi per assegni di ricerca che siano redatti in lingua inglese ed aumentare la loro diffusione a livello internazionale mediante pubblicazione sul sito web del dipartimento e attraverso le società scientifiche nazionali ed internazionali

Azione 2 c

Estendere la pratica già in atto di invitare studiosi, stranieri o italiani, di alta qualificazione scientifica, appartenenti ad università o enti di ricerca stranieri per presentare seminari, workshops e letture magistrali.

Azione 2e

Promuovere la stesura di accordi di scambio per attività di ricerca con università ed enti di ricerca qualificati esteri.

Indicatore/Target:

Report annuale degli articoli depositati in AIR dai ricercatori e open access, incremento del 1% annuo

Report annuale dettagliato sull'andamento dello scambio di ricecatori junior e senior, incremento di 1 ricercatore/anno.



3. Obiettivo di Ateneo: RIC2 - Migliorare la qualità della ricerca e dell'ambiente di ricerca con riferimento a tutte le aree e al contesto nazionale e internazionale

3 Obiettivo di Dipartimento:Incrementare la qualità della ricerca e della produzione scientifica del Dipartimento

Obiettivo principale è l’incremento dell’attività di ricerca scientifica di base, traslazionale e clinica e di consolidare e aumentare la quantità e la qualità della produzione scientifica in particolare con pubblicazione di articoli su riviste internazionali ad alto IF (prmo quatrile IF). Sarà incentivata la sinergia e la collaborazione tra i diversi settori scientifici disciplinari per il coinvolgimento dei docenti scientificamente meno attivi. Come emerge dall’analisi valutativa al punto 3, la produzione scientifica del Dipartimento nell’ultimo quinquennio è stata di qualità ed eccellenza scientifica in UNIMI come dimostrato dall’alto numero di pubblicazioni scientifiche che per una percentuale superiore al 90% sono redatte in lingua inglese, pubblicate su riviste peer-reviewed, indicizzate ISI, con impact factor superiore a buono/molto buon nelle rispettive subject categories. Il Dipartimento si propone di consolidare ed incrementare la produttività scientifica, migliorando ulteriormente la qualità ed auspicabilmente pubblicando du riviste internazionali ad alto impact factor.

Azione 3 a

Consolidare e aumentare il numero e la qualità delle pubblicazioni di ricerca su riviste internazionali peer-review. Incremento del 5% anno

Azione 3 b

Incontri ad hoc in persona o virtuali fra i ricercatori potenzialmente interessati ad un determinato quesito scientifico, con coinvolgimento nei gruppi di ricerca dei docenti privi di pubblicazioni o poco produttivi. Incremento di 1 incontro/anno

Indicatore/Target

Report annuale dettagliato sull'andamento della ricerca (indicatori: Numero totale delle pubblicazioni, numero di articoli nelle riviste a più alto percentile, Impact Factor medio delle pubblicazioni totali; Numero di pubblicazioni con Impact Factor molto buono nelle rispettive categorie, H index del singolo ricercatore). Incremento del 1% anno

Riduzione del numero di docenti senza pubblicazioni secondo le specifiche di ateneo (delibera SA 217). Decremento del 3% anno.



4. Obiettivo di ateneo RIC3 - Aumentare la capacità di partecipazione e l'attrattività di risorse in bandi competitivi di ricerca in ambito nazionale e internazionale incentivando le nuove proposte progettuali (finanziamento di Ateneo - Transition Grant)

4. Obiettivo del Dipartimento: Aumentare il numero di progetti di ricerca persentati per richiesta di finanziamento e incrementare la percentuale dei progetti finanziati.

Obiettivo del Dipartimento è supportare e incoraggiare la progettualità del Dipartimento sia a livello nazionale che a livello internazionale. Obiettivo del dipartimento è imcrementare la capacità di stesura e presentazione progetti competetivi dei suoi membri aumentando il numero delle richieste di finanziamento per progetti di ricerca ed incrementando la percentuale di progetti finanzianti.

E’ importante notare dall’analisi di valutazione punto 3 che il Dipartimento ha ottenuto un buon tasso di successo in progetti competitivi. Il Dipartimento intende consolidare ed implemenatre questo dato.

Azione 4a

Consolidare e aumentare la partecipazione dei membri del DEPT a bandi di finanziamento della ricerca nazionali ed internazionali competitivi.

Azione 4b Aumentare la partecipazione a bandi di finanziamento della ricerca nazionali ed internazionali da parte dei giovani ricercatori

Azione 4 c

La commissione dipartimentale Ricerca curerà una strategia di intervento per incrementare l'attrazione di fondi nazionali ed internazionali, attraverso il potenziamento delle collaborazioni con ricercatori e gruppi di ricerca in Italia e all'estero.

Indicatore/Target

Aumento dei progetti di ricerca presentati e finanziati per anno e triennio, tramite la predisposizione di strumenti di monitoraggio di (1) Progetti presentati dai docenti con delibera di Dipartimento, suddivisi secondo la tipologia di rilevazione; (2) Identificazione dei fattori che favoriscono e sfavoriscono la partecipazione a bandi di diversa tipologia; (3) Determinazione del success rate rispetto ai progetti presentati e rispetto ad agenzie ed enti erogatori. Aumento 1% anno.

Tali attività prioritarie sono definite nel rispetto degli obiettivi strategici della ricerca nel Piano Strategico e con le Politiche di Qualità dell'Ateneo e saranno monitorati periodicamente (semestralmente) dal Direttore del Dipartimento coadiuvato dal Vice-direttore e dalla Segreteria. I risultati di tale monitoraggio saranno discussi durante la Giunta di Dipartimento e presentati in Consiglio di Dipartimento (vedi Politiche per l'Assicurazione di Qualità del Dipartimento.



Per quanto concerne la didattica, proponiamo poi i seguenti obiettivi specifici:

1. Internazionalizzazione: per ciascun corso di laurea identificazione e stipula di convenzioni con almeno 2 sedi europee a cui inviare studenti per attività didattica sotto forma di frequenza di insegnamenti, tirocinio o preparazione di tesi di laurea

2.Riequilibrio del carico di lavoro per il CdS Infermieristica Pediatrica e per il CLM Sceinze Riabilitative, nel primo caso attraverso la revisione dei contenuti dei corsi di insegnamento e delle modalità di erogazione della didattica; nel secondo caso - soprattutto in considerazione dell’elevata percentuale di studenti lavoratori - attraverso (a) una più adeguata distribuzione del calendario delle attività nella settimana e nel semestre, (b) l’aumento delle sinergie tra didattica frontale e contenuti dei tirocini, (c) l’incremento e la diversificazione delle convenzioni con sedi di tirocinio, per venire incontro alle esigenze degli studenti fuori sede

3. Migliore armonizzazione tra i contenuti delle attività didattiche in aula e quelli delle attività di tirocinio, al fine di promuoverne l’efficacia per la professionalizzazione, attraverso l’incremento delle interazioni tra docenti con appositi incontri (organizzati per aree disciplinari almeno una volta all’anno) e il monitoraggio dei contenuti di tali attività da parte della Commissione Paritetica

4. Incentivo all’uso della piattaforma ARIEL da parte dei docenti di tutti i CdS, tramite riunioni formative mirate, al fine di migliorare la qualità, la circolarità e la trasparenza delle informazioni relative ai contenuti e all’organizzazioen delle attività didattiche









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